Le nostre radici

Le nostre radici

Si sa che gran parte di ciò che siamo oggi deriva direttamente dalle tradizioni, spesso antichissime, di cui veniamo a conoscenza in maniera inconsapevole, come se le trovassimo già ascritte in noi fin dall’inizio.
La tradizione relativa al rapporto con i defunti è ampia e diversificata, tanto di popolo in popolo, quanto per via del tempo trascorso ma resta innegabile l’influenza che determinate usanze hanno ancora oggi.
Ogni qualvolta ci ritroviamo di fronte al disarmante evento della morte che, puntualmente, mette in crisi ogni possibile certezza ogni usanza che arriva direttamente dal passato viene rievocata.

Il culto del cibo

La maggior parte di quest’ultime affascina gli antropologi ed una in particolare, ovvero quella di deporre del cibo nel sepolcro affinché il morto, affamato, non tornasse a procacciarselo tra i vivi.
In India, ad esempio, erano soliti porre del riso o della farina, mentre i Persiani ponevano tutto il cibo necessario per tre giorni dopo i quali, erano convinti, l’anima lasciava definitivamente il corpo.
Anche i greci e i latini commemoravano i propri defunti con offerte come cibo e vino proprio per placare le anime poiché credevano che in assenza di cibo, o anche solo nel caso in cui questo fosse stato insufficiente, i morti si cibassero delle loro stesse carni, un’immagine davvero cruenta.
Da tutto questo e molto di più deriva l’usanza cristiana, di derivazione pagana, di celebrare il passaggio a miglior vita con un banchetto degno di nota. Basti pensare, ad esempio, al due Novembre (giorno dei morti) durante il quale in molte località vengono preparati dei dolci a forma di ossa ed offerti ai bambini, un’occasione durante la quale tutti ricordano qualcuno che non li ha mai davvero lasciati.

Il pane: alimento simbolo

Varie usanze popolari, tipiche maggiormente dell’Italia meridionale, sono connesse alle offerte di pane; in Calabria, infatti, erano soliti tagliare il pane affette e porlo su un tavolo accanto a dell’acqua o altri cibi come uova o legumi.
In Campania, invece, si parla proprio di ‘’pane pro anima’’ con una funzione particolare che serve ad unire indissolubilmente la morte e la vita in quel momento così particolare, per questo infatti esso veniva spesso preparato direttamente sulla bara del defunto come a simboleggiare un momento di comunione catartica.
La particolare scelta del pane, poi, ha come obiettivo quello di augurare rigenerazione al defunto rendendolo l’alimento simbolo.
L’importanza delle tradizione viene tenuta a mente anche da chi organizza il rito, come la Cattolica San Lorenzo, l’agenzia di onoranze funebri a Roma.

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