Come adornare una tomba

Come adornare una tomba

Non conosciamo molte cose della vita, la più sconosciuta di tutte è il mistero della morte la cui unica certezza è che avverrà e che se siamo abbastanza fortunati da avere qualcuno che pensa a noi, avremo anche un’ultima dimora terrestre dove far riposare le nostre spoglie mortali. L’importanza dei cimiteri è non solo per mantenere viva la memoria dei defunti, ma per la custodia stessa dei corpi a testimonianza della loro passata esistenza. Per questo per gli esseri umani prendersi cura delle tombe dei morti e cercare di abbellirle è una esigenza profondamente radicata. A partire dalle onoranze funebri – attraverso agenzie come www.cattolicasanlorenzo.it – fino all’allestimento delle tombe, si riserva al defunto ogni forma di rispetto e omaggio per accompagnarlo verso la sua estrema dimora.

Come rendere una tomba bella e dignitosa

L’amore e il rispetto verso il caro estinto non si misura su quanto è più o meno costosa la lapide e gli ornamenti che si usano per abbellirla. Spesso la semplicità, il buon gusto e il semplice decoro rendono un omaggio maggiore e rispettoso della persona. Durante il periodo di Ognissanti, sembra più pressante il desiderio di mostrare la propria partecipazione attraverso l’acquisto di fiori, piante e decorazioni, talvolta costosi e fuori luogo. Ecco, allora, come rendere dignitosa l’ultima dimora dei nostri cari.

Come abbinare piante e colori

Una delle prime cose che si notano nei cimiteri italiani è il prevalere delle “costruzioni” sulla natura: vialetti, cappelle (che un tempo potevano permettersi solo i benestanti), viali con lunghe file di lapidi, spazi sempre ben delimitati che impongono un certo rigore, anche se poi c’è chi riesce a mettere composizioni floreali, statue e abbondanza di oggetti in spazi comunque risicati.

  • Le tombe in cui si nota la volontà di disciplinare la vegetazione e in cui prevale la simmetria sono razionali, ma denotano una certa freddezza e una sorta di attestazione della rigidità della morte sulla vita. In questi casi una pianta in più o qualcosa di colorato non è ostentazione, ma rende più calda e accogliente anche l’ultima dimora.
  • Le tombe la cui lapide è prevalentemente in granito nero o marmo scuro andrebbero “ammorbidite” con piante e fiori dai colori tendenti al giallo, al verde e al rosso.
  • Le lapidi con un sopraccarico di ceri e lumini rendono i fiori un ornamento marginale: meglio ridurre qualche lume a favore di piante e fiori dai colori vivaci.
  • È bene evitare l’impressione che la lapide sia troppo grande, relegando in un angolo i fiori e lasciando il resto troppo vuoto e desolante. Una piantina di edera o di euonymus aureo sono resistenti alle intemperie e donano sempre colore.
  • Le tombe in cui predomina il marmo bianco andrebbero abbellite con piante di pini nani, ginepri o edere decorative per trasmettere la sensazione che sia la vita e prevalere sulla morte.
  • A volte l’uso della ghiaia nelle composizioni crea un senso estetico da giardino zen, ma se abbinato al colore del marmo e a composizioni di fiori come una begonia rossa sempre fiorita o un’erica e una cineraria, si trasferisce un senso di bellezza, ordine e pace.
  • Se si vogliono utilizzare delle piante sempre “vive” è bene optare per la categoria delle succulente, piante grasse di varie forme e colore dai fiori vivacissimi oppure optare per un’erba di giada dai fiori di un rosso scuro intenso e molto bello. La resa è molto raffinata.

La regola d’oro è sempre il buon gusto e la sobrietà, non serve a nulla ostentare opulenza di piante o di decorazioni quando nel tempo sarà sempre la natura e la sua forza vitale a prevalere sulla morte e sul freddo marmo.

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